Ingegneri umanisti e storici, uniamo le idee

Riteniamo di dover fare un salto di qualità,  iniziando con un piccolo (ma significativo) cambio di veste. Per questo a partire dai prossimi giorni il Covo degli Eretici amplierà la propria visibilità spostandosi su un nuovo sito. Lo faremo però  … Continua a leggere

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Aurelio Peccei, prima dei Limiti dello Sviluppo

di Giuseppe De Paolini Il fondatore, nel lontano 1968, del Club di Roma non è molto conosciuto dal grande pubblico, nemmeno oggi che i temi da lui sollevati incominciano a coinvolgere molto l’opinione pubblica di tutto il mondo, specialmente la … Continua a leggere

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Forrester, tre vite al massimo

di Lamberto Aliberti Nel 2011, a 93 anni, hanno fatto entrare Jay Wright Forrester nell’IndustryWeek Manufacturing Hall of Fame, riconoscendogli un ruolo fondamentale nello stabilire i principi essenziali della gestione della logistica industriale (supply chain). Il premio fa seguito ai … Continua a leggere

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I limiti dello sviluppo,un’introduzione

di Lamberto Aliberti Usciva nel 1972, nella biblioteca della EST, Mondadori, un saggio a più mani, di circa 150 pagine, col titolo “I limiti dello sviluppo”, dove si presentava un rapporto, annunciato nel marzo di quell’anno alla Smithsonian Institution Washington. … Continua a leggere

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LAPSUS – Il Futuro è lontano

Disoccupazione mai così alta da decenni, precarietà, abbandono universitario. Didattica arretrata e stanca, deficit digitale: l’università italiana cade a pezzi. Soprattutto le facoltà umanistiche faticano a formare figure professonali adeguate alle necessità del mondo del lavoro contemporaneo, rendendo l’università un parcheggio sociale temporaneo, in vista di un futuro precario e di lavori quasi mai inerenti a ciò che abbiamo studiato.

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Le agenzie di rating:buone o cattive?

La crisi dei subprime del 2008 e ancor più la crisi del debito sovrano di questi ultimi tempi hanno acuito l’attenzione nei confronti delle agenzie di rating, che vengono attaccate con una moltitudine di argomentazioni, alcune acute e vere, e … Continua a leggere

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Good, bad or neither?

  There is no political attack, from U.S. or elsewhere, against the euro, let alone from rating agencies. These agencies have big flaws, however. This article presents two arguments that are often (or not often enough?) used to criticise rating … Continua a leggere

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Ineguaglianze 7 – Un’idea per far pagare le tasse a chi può

21 Gennaio 2012
di Lamberto Aliberti

Il mondo vede un crescente inarrestabile enorme divario nella ricchezza fra le persone.

La prima puntata: 1 – Ce ne importa?
La seconda puntata: 2 – Italy vs. US benchmark
La terza puntata: 3- Italia: storia della distribuzione del reddito dal 1974 al 2004
La quarta puntata: 4 –La composizione del reddito dal 1974 al 2004 30 novembre 2011
La quinta puntata#a – Poca statistica per leggere le dinamiche dei segmenti di reddito
La quinta puntata#b – Poca statistica per leggere le dinamiche dei segmenti di reddito
La sesta puntata: 6 – Italia. Proiezione della distribuzione dei redditi al 2012

Un’idea per far pagare le tasse a chi può

Le aliquote. Le ipotesi che si possono fare in proposito sono tante. La nostra esalta la progressività, con la cautela di fare il meno male possibile a tutti e ovviamente di incidere in modo nevralgico sulla provvista di denaro da parte dello Stato.

L’idea. Sfruttare scientificamente l’iniqua distribuzione dei redditi nel nostro paese. Ne abbiamo parlato a iosa: è tollerabile che il 10% delle famiglie se ne porti a casa un terzo? Che 1 su 10mila, ne succhi quasi l’1%, cioè 100 volte quanto le toccherebbe in una società di uguali? Ecco le distribuzioni.

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Ineguaglianze 6 – Italia. Proiezione della distribuzione dei redditi al 2012

7 Gennaio 2012
di Lamberto Aliberti

Il mondo vede un crescente inarrestabile enorme divario nella ricchezza fra le persone.

La prima puntata: 1 – Ce ne importa?
La seconda puntata: 2 – Italy vs. US benchmark
La terza puntata: 3- Italia: storia della distribuzione del reddito dal 1974 al 2004
La quarta puntata: 4 –La composizione del reddito dal 1974 al 2004 30 novembre 2011
La quinta puntata#a – Poca statistica per leggere le dinamiche dei segmenti di reddito
La quinta puntata#b – Poca statistica per leggere le dinamiche dei segmenti di reddito

6- Italia. Proiezione della distribuzione dei redditi 2012

Obiettivo. Avvalendoci di una sommaria, ma sufficiente analisi statistica (art. 5a e 5b), proiettiamo i redditi medi dei segmenti e il numero di unità contributive al 2012, in modo da ricavarne una stima necessaria e sufficiente per una proposta di tassazione.

Il PIL (Prodotto Interno Lordo). Lo utilizziamo come serie indipendente o nota. Ma in questo momento noto non è per il 2012 e neanche per l’intero 2011. Useremo pertanto le stime statistiche ufficiali (Eurostat settembre 2011). Ecco il periodo 2001-2012, in variazioni % annuali, come si usa, del PIL reale, cioè a prezzi costanti (2000). La fonte della serie storica è World Bank.

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Ineguaglianze, 5b – Italia. Poca statistica per leggere la relazione fra PIL e reddito.

28 Dicembre 2011
di Lamberto Aliberti

Il mondo vede un crescente inarrestabile enorme divario nella ricchezza fra le persone.

La prima puntata: 1 – Ce ne importa?
La seconda puntata: 2 – Italy vs. US benchmark
La terza puntata: 3- Italia: storia della distribuzione del reddito dal 1974 al 2004
La quarta puntata: 4 –La composizione del reddito dal 1974 al 2004 30 novembre 2011
La quinta puntata:5a – Poca statistica per leggere le dinamiche dei segmenti di reddito

5- Italia. Poca statistica per leggere la relazione fra PIL e reddito.

Richiamo. Questo articolo è il gemello del precedente (5a Italia Statistica per le dinamiche), cui facciamo rinvio per le definizioni generali, significato e piano di lavoro.

Il PIL (Prodotto Interno Lordo). È assurto a paradigma di tutte le fortune e disgrazie dell’economia. Vogliamo ricordarci cosa lo compone? La somma dei beni e servizi prodotti, in un certo periodo, anno di norma, all’interno di un Paese, espressa in valore. Vi si conteggiano quindi consumi finali, investimenti e il saldo di esportazioni meno importazioni. Si escludono consumi intermedi, che le aziende comperano da terzi e trasformano in prodotto finito. In questo modo lo si può anche considerare pari a tutto il valore aggiunto del paese (differenza della produzione in valore rispetto ai prodotti impiegati).  Il PIL somma le quantità prodotte per il prezzo di mercato del periodo. Lo si definisce nominale. Se lo dividiamo per la variazione del prezzo (detta deflazionatore, in quanto annulla l’effetto dell’inflazione) rispetto al periodo precedente, otteniamo il PIL reale. Si parla anche di PIL a prezzi correnti (attuali), nel primo caso, o costanti (grafico), nel secondo.

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